Eremo di Montecorona a Umbertide
Un'oasi di silenzio nell'Alta Valle del Tevere a 705 metri sul livello del mare, tra abeti, faggi e castagni secolari, uno dei luoghi spirituali più suggestivi dell'Umbria custodisce cinque secoli di storia monastica.
A pochi chilometri da Umbertide, sul colle di Monte Corona, si trova uno dei complessi religiosi più noti del territorio. L’eremo domina dall’alto l’Alta Valle del Tevere e conserva ancora oggi il carattere appartato per cui fu scelto nei secoli passati: distanza dal centro abitato, bosco intorno e una posizione favorevole alla vita monastica.
Dove si trova e come si raggiunge
L’eremo sorge nel territorio comunale di Umbertide, lungo la strada che sale verso il Monte Corona. Dal centro cittadino si arriva in auto in pochi minuti. La salita attraversa campi coltivati, tratti boschivi e zone collinari con viste aperte sulla valle.
Le origini: Camaldolesi e spirito eremitico
La storia dell'Eremo è intrecciata indissolubilmente con quella della vicina Abbazia di San Salvatore, che la tradizione vuole fondata intorno al 1008 da San Romualdo — quattro anni prima che il medesimo monaco fondasse il celebre Eremo di Camaldoli in Toscana. L'eremo di Montecorona, costruito a partire dal 1528–1530, fu destinato ad accogliere il ramo degli Eremiti di San Romualdo: quei camaldolesi che desideravano tornare allo spirito più austero e contemplativo delle origini.
I due insediamenti formavano un organismo complementare e perfettamente funzionale: l'Eremo era il cuore della vita spirituale e ascetica, mentre l'Abbazia ospitava le attività economiche, i magazzini e gli uffici amministrativi, nonché i monaci anziani o malati impossibilitati a seguire le rigide regole della vita eremitica. L'Abbazia era rinomata anche per la sua farmacia, celebre per preparazioni a base di erbe officinali — tra cui il “Balsamo” e il “Fiasco”, un liquore usato contro la malaria.
La Mattonata: un cammino nella storia
A collegare i due complessi monastici è “la mattonata”, uno degli elementi più affascinanti dell'intero sito. Si tratta di una strada larga quasi due metri, interamente lastricata a secco con blocchi di pietra arenaria locale, realizzata dai frati stessi per i quattro chilometri di percorso tra l'Abbazia e l'Eremo attraverso il bosco. Oggi questo sentiero è stato riaperto ai visitatori e offre una delle passeggiate naturalistiche e spirituali più belle dell'Alta Valle del Tevere.
Lungo il tracciato si incontrano numerose edicole votive, il bosco cambia carattere con l'aumentare della quota — da roverelle e vigneti a faggi e castagni centenari — e l'aria si fa più fresca e rarefatta. È un cammino che invita alla riflessione, dove ogni passo sembra ricalcare i sandali dei monaci che lo percorrevano quotidianamente.
Il complesso monastico oggi
Il complesso si compone di 18 cellette solitarie disposte su tre piani, di una chiesa settecentesca baroccheggiante consacrata nel 1755 — ancora in parziale restauro — e di vari edifici destinati alla vita comune. Esposto a mezzogiorno e riparato dai venti settentrionali da una cortina di alti abeti, l'Eremo gode di un microclima particolarmente favorevole.
Attualmente vi risiede una comunità di monaci giovani della Famiglia Monastica di Betlemme, dell'Assunzione della Vergine Maria e di San Bruno, che vi compiono il noviziato. La regola di vita si ispira alla tradizione eremitica di San Romualdo e al monachesimo orientale, privilegiando solitudine, silenzio, preghiera del cuore e lavoro umile.
Vicende storiche: abbandoni e rinascite
1810
Soppressione napoleonica: gli Eremiti camaldolesi sono espulsi dal monastero per la prima volta.
1863
Con l'unificazione d'Italia e la confisca dei beni ecclesiastici, i monaci abbandonano definitivamente l'Eremo e l'Abbazia di San Salvatore.
1871
Il marchese Filippo Marignoli, senatore del Regno d'Italia, acquista l'intera proprietà di Monte Corona e vi realizza una lussuosa dimora.
1938
Il celebre tenore Beniamino Gigli acquista il complesso, innamoratosi del paesaggio umbro. Montecorona diventa rifugio e ispirazione per l'artista.
Anni '70
Periodo di totale abbandono: porte, finestre, affreschi e opere lignee subiscono danni e vandalismi.
1981
Quattro monache della Famiglia Monastica di Betlemme giungono all'Eremo e avviano l'opera di recupero e restauro.
1990 – oggi
I monaci del ramo maschile della stessa Famiglia di Betlemme si insediano definitivamente nell'Eremo, che torna alla sua vocazione contemplativa.
Informazioni per la visita
- L'Eremo è in gran parte chiuso al pubblico per rispettare la clausura monastica
- La passeggiata lungo “la mattonata” (circa 4 km) è aperta ai visitatori tutto l'anno
- Si consiglia di partire dall'Abbazia di San Salvatore (4 km da Umbertide, direzione Perugia)
- Abbigliamento adatto al trekking; si raccomanda rispetto del silenzio nell'area sacra
- Il percorso attraversa boschi di roverella, faggi e castagni con punteggiatura di edicole votive
- Segnaletica presente lungo il sentiero storico-artistico ufficiale




