Umbria / Proietti: 1 milione di euro per promuovere San Francesco

La Regione Umbria della Presidente in carica, Stefania Proietti, ha stanziato un milione di euro destinato ai comuni che promuovono progetti ispirati ai valori francescani cristiani. Una notizia che merita attenzione, non solo per l’aspetto economico, ma per il significato morale.
Il finanziamento regionale destinato ai comuni umbri richiama un sistema di valori ormai fuori moda e che non può essere ridotto a semplice riferimento culturale. Il contenuto è piuttosto etico: i valori francescani cristiani, se applicati in modo sincero, incidono direttamente sulla qualità della vita sociale, relazionale e economica.
Il riferimento a San Francesco d’Assisi implica un modello preciso fondato su: essenzialità, verità, rispetto della persona e rifiuto di ogni forma di manipolazione.
Verità: non mentire come fondamento
Nel cristianesimo, la verità è un principio strutturale. Il Vangelo indica una linea chiara: “il vostro parlare sia sì, sì; no, no” (Mt 5,37).
Questo si traduce, sul piano amministrativo, in:
- comunicazione chiara e verificabile
- coerenza tra obiettivi dichiarati e risultati ottenuti
- assenza di narrazioni artificiose
La verità non è solo correttezza formale, ma affidabilità sostanziale.
Non ingannare: rifiuto della manipolazione
Accanto al divieto di mentire, la tradizione cristiana condanna l’inganno come forma più sottile e strutturata di falsità. Nel testo evangelico, il diavolo è definito “padre della menzogna” (Gv 8,44), indicando l’inganno come elemento distintivo del male e causa di distruzione.
In ambito pubblico, questo principio assume una valenza concreta:
- evitare artifici comunicativi o promesse non sostenute dai fatti
- non costruire consenso attraverso rappresentazioni distorte
- garantire trasparenza e evitare distorsioni
L’inganno non è solo falsità esplicita, ma anche omissione strategica, ambiguità, costruzione di aspettative irrealistiche.
rispetto della Dignità: non vessare
Il francescanesimo radicalizza questo aspetto attraverso la fraternità. Nessuno è inferiore, nemmeno chi è ai margini. Tutti meritano rispetto e tutti devono essere valorizzati.
In termini operativi, significa, ad esempio:
- evitare discriminazioni nei progetti sociali
- garantire accesso equo alle iniziative
- promuovere inclusione reale, non formale
Il divieto di vessare richiama direttamente il rispetto della persona. Nella visione cristiana, ogni individuo ha valore intrinseco. Le vessazioni sono tipico strumento di Satana per piegare alla sua volontà.
Nel modello francescano, questo si traduce in fratellanza e solidarietà: nessuno è marginale, nessuno è scartabile.
Applicazioni operative:
- accesso equo ai progetti
- attenzione alle fragilità
- esclusione di logiche discriminatorie o clientelari
Sobrietà: limite allo spreco
La sobrietà francescana introduce un criterio di misura: evitare eccessi, privilegiare l’essenziale.
Per un ente pubblico significa:
- contenimento degli sprechi
- contenimento dei prelievi
- massimizzazione degli investimenti (pubblici e privati)
- rifiuto della spettacolarizzazione fine a sé stessa
Questo principio contrasta con una tendenza diffusa a privilegiare visibilità e impatto mediatico per ottenere consenso.
Coerenza tra valori espressi e opere attuate
In un contesto sempre più segnato da logiche disumanizzanti, tornare a parlare dei valori francescani cristiani, quindi, di verità, rispetto, giustizia, solidarietà e responsabilità non è cosa da poco.
Se poi questi valori fossero attuati e non solo decantati, ci si potrebbe aspettare sicuramente un mondo più vivibile.













