Piazza della Collegiata: gli ottagoni reiterati, ma spezzati: meglio senza

Una riflessione sulla nuova sistemazione di Piazza Mazzini: quando il richiamo alla geometria del monumento rischia di diventare una ragnatela visiva.

La nuova sistemazione di Piazza della Collegiata (Piazza Mazzini) a Umbertide ha certamente cambiato il rapporto tra il monumento e lo spazio circostante.

Piazza Mazzini Collegiata Umbertide grafica caotica
Inserzione

Più superficie pedonale, verde, una diversa organizzazione della viabilità e una presenza delle automobili meno invasiva rispetto al passato.

Non stiamo discutendo qui la funzionalità complessiva dell'intervento. Apprezzabile l'inserimento di un ampio sagrato pedonale che valorizza e rende meglio fruibile e comunitaria la Collegiata.

Fotografia reale di Piazza Mazzini a Umbertide come risulta in agosto 2026

Ma c'è un elemento del progetto che, guardando la piazza soprattutto dall'alto, continua a non convincermi: quelle fasce chiare che riprendono e reiterano la geometria ottagonale della Collegiata.

L'idea progettuale è comprensibile. L'edificio possiede una forma architettonica fortissima e riconoscibile; riprenderne l'ottagono nella sistemazione della piazza significa teoricamente estendere la geometria del monumento allo spazio pubblico.

Il problema è il risultato.

Troppe geometrie nello stesso spazio

Osservando la piazza dall'alto convivono contemporaneamente la geometria ottagonale della Collegiata, le fasce che ne ripetono la forma, le diagonali, le aiuole geometriche, le rotatorie, le curve della viabilità e la segnaletica orizzontale. L'intero spazio soffre di una sovrabbondanza di segni grafici concorrenti.

I tratti dei poligoni spezzano la continuità del verde e proseguono visivamente anche sulla sede stradale.

Il motivo geometrico raggiunge lo spazio della viabilità dove entra visivamente in competizione con attraversamenti precedenze e altra segnaletica

Il disegno architettonico finisce per sovrapporsi al linguaggio della segnaletica: segmenti, linee trasversali e forme geometriche, se osservati isolatamente dal disegno complessivo, diventano di difficile interpretazione. Non è immediatamente chiaro, per chi percorre la strada, se alcuni segni abbiano una funzione viabilistica oppure siano semplicemente la prosecuzione del motivo geometrico della piazza.

Il risultato è uno spazio molto disegnato, forse troppo.

Particolarmente discutibili sono le terminazioni delle fasce chiare: in alcuni punti gli ottagoni spezzati finiscono per produrre forme che ricordano una ragnatela o grandi frecce direzionali, spezzando la forma ottagonale.

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Il disegno architettonico e quello stradale finiscono per sovrapporsi visivamente in modo, a mio sentire, caotico.

Un monumento che non aveva bisogno di essere sottolineato

La Collegiata è già il centro naturale della piazza. Volume, colore e soprattutto forma ottagonale la rendono immediatamente dominante.

Non occorre disegnarne nuovamente la geometria sul terreno per farcela vedere.

Le fasce chiare creano invece ottagoni reiterati e spezzati, che si allargano dal monumento verso l'esterno e attraversano pavimentazioni e superfici verdi.

Quello che per una volta poteva essere un richiamo discreto alla forma dell'edificio diventa così un secondo disegno sovrapposto alla piazza.

Abbiamo provato semplicemente a toglierle

Simulazione di Piazza Mazzini piazza della Collegiata a Umbertide senza righe bianche

Per capire quanto incidano sulla percezione della piazza, ho fatto una prova molto semplice con l'ausilio dell'intelligenza artificiale: partire dalla fotografia e immaginare la stessa sistemazione eliminando le fasce geometriche chiare.

Il risultato è interessante.

Senza quella reiterazione dell'ottagono a ragnatela, a mio parere, lo spazio appare immediatamente più calmo e leggibile.

E soprattutto succede una cosa apparentemente paradossale: eliminando gli ottagoni disegnati sul terreno, si vede meglio l'ottagono che conta davvero, quello della Collegiata.

Il monumento torna ad essere la figura principale e la piazza torna a svolgere il ruolo di sfondo.

Meno può significare di più

La questione che poniamo è esclusivamente architettonica e percettiva. Personalmente, preferisco il minimalismo.

A volte, il miglior modo per valorizzare un edificio importante è proprio lasciargli spazio.

Una pavimentazione più uniforme, il verde, qualche elemento ben calibrato e una viabilità leggibile possono essere sufficienti. Il monumento non ha bisogno di essere continuamente sottolineato. La Collegiata, meno che mai.

E voi? Preferite il disegno attuale oppure una piazza visivamente più semplice, come nella nostra simulazione?

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Simone
Simone
15 giorni fa

Un continuo Lamentio…. Una cosa ci avete fatto ottagonale, anzi due…e non sono le rotonde di piazza Mazzini.😐😑🤔

Simone
Simone
15 giorni fa

Il codice etico e morale così come il codice della strada, prevedono che “le cazzate” non abbiano mai la precedenza: nè quando vengono da destra, nè quando vengono da sinistra.

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