Fiere: che fine ha fatto l’8 settembre? e la madonna della reggia? al suo posto rapper discutibili

A Umbertide l’8 settembre è la festa della Madonna della Reggia, patrona della città. Le fiere appartenevano allo stesso momento dell’anno e, soprattutto, ruotavano attorno allo stesso giorno, proprio l'8 settembre, festa della patrona.

Inserzione

Oggi non è più esattamente così.

Le Fiere senza l’8 settembre

Le Fiere di settembre sono rimaste, sono cresciute come manifestazione commerciale e vengono organizzate su tre giornate comprendenti il fine settimana.

Nel 2026 si tengono dal 4 al 6 settembre. Poi arriva lunedì 7 e, infine, martedì 8 settembre: la festa vera e propria della Madonna della Reggia.

Il risultato è piuttosto curioso. La manifestazione nata attorno alla festa patronale finisce prima della festa patronale.

Non è sempre stato così. Le Fiere erano tradizionalmente legate all’8 settembre, mentre successivamente la loro collocazione è stata modificata per portare i tre giorni sul fine settimana.

La ragione pratica si comprende facilmente. Una fiera commerciale ha bisogno di pubblico e il sabato e la domenica garantiscono condizioni certamente più favorevoli rispetto a un martedì o a un mercoledì.

Dal punto di vista organizzativo e commerciale, quindi, la scelta ha una sua logica.

Dal punto di vista della tradizione, però, qualcosa inevitabilmente cambia.

Se è la festa patronale a generare storicamente la Fiera, dovrebbe essere la Fiera a seguire la festa. Quando invece è il calendario commerciale a determinare le date, il rapporto tende progressivamente a rovesciarsi: rimane il nome della tradizione, ma la data che le ha dato origine diventa un’appendice, svanisce.

Quest’anno il fenomeno è particolarmente evidente: domenica 6 settembre finiscono le Fiere; martedì 8 settembre si celebra la patrona.

La questione non riguarda soltanto il calendario ma anche il programma.

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una festa diventata meno legata alla tradizione, spettacoli discutibili

Poi c’è Blind, scelto come ospite musicale delle Fiere. E qui, francamente, il collegamento con una festa nata intorno alla Madonna della Reggia diventa piuttosto difficile da trovare. Non perché a una festa patronale si debbano ascoltare soltanto canti religiosi, ovviamente, e neppure perché il rap debba essere escluso a priori. Ma un minimo di coerenza con la tradizione iconica della festa patronale nella scelta degli spettacoli non sarebbe male.

Il cantante BLIND

Basta guardare, per esempio, il recente video di Nei miei DM: estetica aggressiva, atteggiamenti e immaginario che sembrano del tutto fuori luogo per una festa patronale dedicata alla Madonna della Reggia

Si dirà che serve ad attirare i ragazzi. Può darsi. Ma attirare i ragazzi per proporgli cosa?

L’argomento secondo cui «ai ragazzi piace» mi convince poco: una manifestazione pubblica non deve necessariamente inseguire qualsiasi linguaggio abbia presa sugli adolescenti; può anche scegliere cosa valorizzare e proporre. Tanto più durante le Fiere legate alla patrona della città.

Inserire Blind in questo programma mi sembra soprattutto il segno di una festa che, nel tentativo di accontentare tutti e attirare pubblico, ha perso per strada la domanda più semplice: che cosa stiamo festeggiando e che cosa vogliamo trasmettere?

La sensazione è che si sia cercato soprattutto un nome capace di intercettare i giovanissimi, senza domandarsi troppo se dialogasse con l’identità della manifestazione. Ed è forse questo l’aspetto più significativo: quando una festa può accogliere indifferentemente qualsiasi proposta purché richiami pubblico, il problema non è più quale cantante sia stato invitato, ma se quella festa conservi ancora una propria identità riconoscibile.

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Per una festa patronale, la riconoscibilità pubblica conta. Non necessariamente attraverso grandi eventi, concerti o spettacoli, ma attraverso la capacità di far percepire che quel giorno è diverso dagli altri e che esiste una ragione storica per cui una comunità lo considera festa.

Nel caso di Umbertide questa ragione è la Madonna della Reggia, alla quale è dedicata la Collegiata che domina piazza Mazzini – recentemente riqualificata – e che costituisce uno degli edifici simbolo della città.

L’8 settembre coincide con la Natività della Beata Vergine Maria e, nella tradizione umbertidese, con la celebrazione della patrona.

Eppure, osservando dall’esterno il calendario contemporaneo, si potrebbe quasi avere l’impressione che ne sia stata destituita.

Forse l’8 settembre dovrebbe tornare il giorno di festa e il programma essere più identitario

A forza di separare la festa dalla sua data e dalla sua identità, le generazioni successive rischiano di conoscere perfettamente le Fiere di settembre e molto meno il motivo per cui a Umbertide, proprio a settembre, quelle Fiere si tengono.

Non significa necessariamente riportare tutto al vecchio.

Si potrebbe però ragionare sulla possibilità di restituire all’8 settembre una maggiore centralità culturale.

Le Fiere possono tranquillamente occupare il fine settimana più conveniente. Ma la giornata della patrona, l'8 Settembre, potrebbe tornare a essere il punto di centrale, o almeno essere caratterizzata da iniziative capaci di renderne immediatamente riconoscibile il significato.

Perché altrimenti si crea un piccolo paradosso: celebriamo per tre giorni la tradizione legata alla Madonna della Reggia e, quando arriva la festa della Madonna della Reggia, la parte più visibile della festa è già terminata.

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I tempi cambiano, ed è normale che si adattino le tradizioni. Ma tra adattarle al presente e svuotarle progressivamente del loro significato esiste una differenza.

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